Naturalizzazione italiana: per residenza e per matrimonio

L’ottenimento della cittadinanza italiana è un processo che varia in base alla modalità di acquisizione scelta. I principali percorsi includono la cittadinanza per residenza e quella per matrimonio. Di seguito, analizziamo i tempi di attesa associati a ciascuna procedura, facendo riferimento alle normative vigenti.

Tempi di attesa cittadinanza italiana per residenza

La cittadinanza italiana per residenza è disciplinata dalla Legge n. 91 del 5 febbraio 1992. Per poter presentare domanda, è necessario aver risieduto legalmente in Italia per un determinato periodo, che varia in base alla nazionalità e ad altre condizioni specifiche. Ad esempio, per i cittadini non comunitari, il periodo richiesto è di 10 anni.

Una volta presentata la domanda, il termine legale per la conclusione del procedimento è di 24 mesi, prorogabili fino a un massimo di 36 mesi per esigenze motivate di istruttoria.
Questo è stabilito dall’articolo 9-ter della Legge n. 91/1992, introdotto dal Decreto Legge n. 113/2018 e successivamente modificato dal Decreto Legge n. 130/2020.

Tempi di attesa cittadinanza italiana per matrimonio

Per quanto riguarda la cittadinanza italiana per matrimonio, i requisiti temporali per la presentazione della domanda sono i seguenti:

  • Residenza in Italia: 2 anni di residenza legale dopo il matrimonio con un cittadino italiano.
  • Residenza all’estero: 3 anni dopo il matrimonio con un cittadino italiano.

Questi termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dalla coppia.

Per le domande di cittadinanza per matrimonio presentate a partire dal 20 dicembre 2020, il termine per la conclusione del procedimento è di 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi per esigenze motivate.

Domande frequenti

Quanto tempo bisogna aspettare per la cittadinanza italiana?

In generale, i tempi di attesa per l’ottenimento della cittadinanza italiana, una volta presentata la domanda, sono:

  • Cittadinanza per residenza: fino a 24 mesi, prorogabili a 36 mesi.
  • Cittadinanza per matrimonio: fino a 24 mesi, prorogabili a 36 mesi.

Tuttavia, è importante notare che i tempi effettivi possono variare in base a diversi fattori, tra cui la completezza della documentazione fornita e l’efficienza delle autorità competenti.

Quanto tempo ci vuole per avere la cittadinanza italiana dopo il matrimonio?

Dopo aver presentato la domanda di cittadinanza per matrimonio, il tempo di attesa previsto dalla legge è di 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi per esigenze motivate. È fondamentale assicurarsi che la domanda sia completa e correttamente compilata per evitare ritardi nel processo.

Qual è il modo più veloce per ottenere la cittadinanza italiana?

Il percorso più rapido per ottenere la cittadinanza italiana è attraverso il matrimonio con un cittadino italiano, soprattutto se la coppia ha figli, poiché i termini per la presentazione della domanda sono ridotti della metà.
Tuttavia, indipendentemente dal percorso scelto, i tempi di elaborazione della domanda rimangono gli stessi, con un termine legale di 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi.

Reddito per cittadinanza italiana per residenza

Per ottenere la cittadinanza italiana per naturalizzazione, uno dei requisiti da soddisfare previsti dalla legge è quello di avere un reddito minimo annuale.
Questo serve a dimostrare la capacità del richiedente di mantenersi autonomamente e di non gravare sul sistema di welfare italiano.

Attenzione: il requisito del reddito non è richiesto per chi inoltra domanda di cittadinanza italiana per matrimonio

  • Il Ministero dell’Interno italiano stabilisce criteri specifici relativi al reddito, questi criteri sono soggetti a revisioni periodiche e possono variare in base al numero di familiari a carico, riflettendo la necessità di assicurare che il richiedente possa sostenere se stesso e i suoi familiari senza gravare sul sistema sociale italiano.

Le fonti di reddito considerate valide

Non tutti i tipi di reddito sono considerati validi ai fini della cittadinanza: il reddito deve essere stabile e regolare, proveniente da fonti come impiego dipendente, lavoro autonomo, pensioni o altri sostegni economici verificabili.
Redditi da fonti incerte o non documentabili non sono generalmente accettati.
Inoltre, è richiesta la presentazione di documentazione fiscale che attesti il reddito degli ultimi tre anni precedenti la domanda,

Reddito per cittadinanza italiana: lordo o netto

Il reddito da considerare è quello imponibile IRPEF degli ultimi tre anni precedenti la presentazione della domanda di cittadinanza, quindi il reddito lordo.

Limite di reddito richiesto per la cittadinanza italiana

L’ammontare del reddito minimo varia a seconda del numero di persone a carico del richiedente:

  • € 8.263,31 per il solo richiedente senza persone a carico.
  • € 11.362,05 per il richiedente con coniuge a carico.
  • € 516,46 per ogni ulteriore persona a carico (figli, genitori, etc.).

Documentazione da presentare per dimostrare il reddito necessario

Per dimostrare il possesso del requisito reddituale, il richiedente deve presentare:

  • Dichiarazioni dei redditi (modello UNICO, modello 730, CUD) relative agli ultimi 3 anni.
  • Certificato di stato di famiglia o altro documento equivalente.

Reddito per cittadinanza italiana: il reddito del nucleo familiare

Per fare domanda di cittadinanza italiana per residenza possono essere presi in considerazione anche i redditi dei familiari presenti nello stesso stato di famiglia del richiedente (famiglia anagrafica), limitatamente a quelli previsti dall’art. 433 del codice civile, e cioè:

  • il coniuge (o, ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, la parte unita civilmente o il convivente di fatto legato da un contratto scritto di convivenza);
  • i figli legittimi o legittimati, compresi i figli adottivi, affidati o affiliati (e, in loro mancanza, i discendenti prossimi);
  • i genitori (e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.

Per ogni domanda si procederà sempre ad un rigoroso controllo delle informazioni allegate, le domande di cittadinanza con l’indicazione di un reddito inferiore al limite, verranno rifiutate.

Cittadinanza italiana negata per reddito

Il requisito reddituale deve essere mantenuto fino alla fine del procedimento, il Ministero dell’Interno verificherà più volte la sussistenza del reddito.

Pertanto, se il reddito che è stato allegato alla domanda di cittadinanza non era sufficiente o non si mantiene nel tempo, si potrà ricevere un preavviso di rigetto e poi un rigetto definitivo.Cittadinanza negata? Fai ricorso con il supporto dell’Avvocato Giulia Vic

DOMANDE FREQUENTE

Qual è il reddito necessario per la richiesta di cittadinanza italiana?

€ 8.263,31 per il solo richiedente senza persone a carico.

Il requisito del reddito si deve mantenere anche dopo l’invio della domanda?

Si, è necessario mantenerlo fino alla fine del procedimento.

Si può integrare il reddito del richiedente cittadinanza con quello dei propri familiari?

Si, purché siano nello stesso stato di famiglia.

Si possono usare i redditi del convivente di fatto?

Si, se hai stipulato una convivenza di fatto correttamente registrata del tuo Comune di residenza, puoi allegare alla domanda di cittadinanza il reddito del tuo convivente di fatto.

È possibile presentare domanda di cittadinanza italiana senza avere il reddito?

No, non è possibile. La documentazione reddituale deve essere allegata alla domanda e se non viene dimostrato alcun reddito la domanda verrà subito rifiutata.

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Immagine di Scritto da Malu Santos

Scritto da Malu Santos

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